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Ciao a tutti, vi mando le foto preferite del mio viaggio in Venezuela.
Daria

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La Maremma del sud, terra di natura e silenzio
Sul litorale grossetano c'è una terra che ha un fascino insolito. È la zona meno popolata dell'Italia continentale, una parte di mondo selvaggio, fatto di grandi spazi dove si muovono mandrie allo stato brado, baie solitarie dove pascolano daini e cervi, boschi dove si nascondono volpi e cinghiali. Un posto protetto da decine di riserve naturali, dimenticato dagli uomini, che sono andati ad abitare qualche chilometro più in là, negli splendidi borghi antichi disseminati sulle colline. Forse per questo la bassa Maremma, distesa lungo l'Albegna e l'Ombrone, allungata in mare a pugno sull'Argentario, va scoperta con l'animo dei viaggiatori di un tempo. Qualsiasi itinerario alla scoperta della Maremma non può non
partire da lei. Posta nel bel mezzo della pianura che scivola morbida fino al mare, Grosseto è lo spartiacque di questa zona della Toscana. Una città dove si sente ancora la nostalgia del mare, ormai esiliato più a sud, a Marina di Grosseto, e che si porta addosso con disinvoltura i suoi oltre milleduecento anni di storia. Con Grosseto alle spalle, prima di spingersi verso la costa, vale la pena salire fino alla frazioncina di Montepescali. Questo piccolo borgo medievale arroccato su una collina è noto come il balcone della Maremma, perché dall'alto delle sue vie trecentesche si gode uno splendido panorama sulla vasta piana alluvionale e sul litorale. Da qui ci si sposta verso nord fino a raggiungere la pineta del Tombolo e, appena a sud di Castiglione della Pescaia, la riserva naturale di Diaccia Botrona, una delle più importanti
zone umide d'Italia. Proseguendo verso il mare, superata la palude della Trappola, si arriva in uno dei luoghi più belli del Parco regionale della Maremma, la foce dell'Ombrone. Una zona umida, dove il fiume cede al mare e il mare si lascia catturare in specchi e pozze, s'impaluda, s'asciuga. È qui che ci si può imbattere nelle "maremme", macchie di arbusti, acqua e cordoni di dune. Uno dei modi più affascinanti di visitare quest'area è discendere in canoa lungo l'Ombrone, fino alla foce. I golosi non devono perdersi le specialità della zona, per concludere in bellezza la visita di questa zona della Toscana.
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VENETO
Le tipicita' dei prodotti italiani in questa stagione - ma non solo - regala tantissime fiere e sagre che
si trasformano in occasioni per scoprire territori e paesi, non sempre toccati dalle classiche rotte del turismo locale.
Il tartufo e' uno di quei prodotti che unisce l'Italia e, da Nord a Sud dello stivale, e' il Re che richiede gli sforzi di
esperti cercatori e di cani ben allevati. Non solo Alba nel Nord Italia. Anche il Veneto e' una zona ricca di tartufi, bianchi e neri. Per esempio i Colli Euganei (Padova) oppure i Colli Berici (in
provincia di Vicenza) nei comuni di Barbarano, Villaga, Vicentino, Mossano, Nanto. I Colli euganei, sono una terra di origine vulcanica, per questo caratterizzata da un paesaggio particolare e suggestivo: le cime isolate, a cono, dei corpi eruttivi s'innalzano
qua e la', equilibrando la dolcezza dei pianori e il piatto estendersi della pianura alluvionale. Se la splendida natura del Parco Naturale degli 81 Colli Euganei, merita
gia' da sola un week end in uno dei suoi comuni, molte sono le attrattive che invitano il turista. Le acque termali per esempio e gli itinerari artistici: la cinta
muraria di Montagnana, la villa Mantua Benavides di Baone, il Duomo di San Lorenzo di Abano Terme. Sulla Strada dei vini dei Colli Berici, nella zona collinare tra la pianura padana e i Colli
Euganei, a sud di Vicenza, tra una degustazione di tartufo e una di vino, si possono visitare le famose ville venete. Tra le bellezze architettoniche, per esempio Castello Marinoni a Barbarano Vicentino, Villa Da Schio a Costozza, Villa Da Porto 'La Favorita' a
Monticello di Fara e Villa Pigafetta; il Santuario della Madonna di Monte Berico e le ville Palladiane della zona di Vicenza.
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EMILIA-ROMAGNA
A Calestano, grazioso comune dell'Appennino Emiliano, in provincia di Parma, tutte le domeniche dal 23 ottobre al 20 novembre, ha luogo la Fiera-
mercato nazionale del Tartufo Nero tipico della frazione di Fragno. Sotto i portici dei palazzi dei secoli XV-XVIII dai cesti esposti sui banchi si sprigiona il profumo del tartufo. Sono ottime le opportunità per far "provviste" di questo prezioso tubero. Il tartufo dop di Fragno e', ormai da diversi anni, riconosciuto
come specie autonoma e grazie a questo, il nome di questa località viene così ad affiancarsi - nel Gotha del tartufo - a quelli già celebri e prestigiosi. Tutte le domeniche fino al 20 novembre sono previsti: Pranzo al tartufo
nei ristoranti locali Mercatino del tartufo Mostra mercato di prodotti tipici Visite guidate in tartufaia su prenotazione. Stands Enogasronomici della "Strada del prosciutto e del vino dei Colli di Parma" e del “Consorzio qualità Val Baganza” Visite guidate al prosciuttificio EUROVALLEY ( 30 /10 - 6/11- 13/11 ) Bancarelle nel borgo Caldarroste, frittelle, vin
brulè Per informazioni sulla manifestazione Tartufonerofragno.it, per trovare un bed&breakfast, Associazione Bed & Breakfast, Tel. 0521/382611 - Fax. 0521/382638 - E-mail info@bbparma.it | | |
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E' tempo di tartufo? E quale modo migliore di 'annusarlo' e gustarlo
trascorrendo un week end ad Acqualagna, la capitale del tartufo? La cittadina marchigiana infatti, a fine ottobre e per i successivi tre fine settimana di novembre, ospita la Fiera Nazionale del
Tartufo. Tradizionalmente legata al prezioso tubero, proprio da Acqualagna gli esperti cercatori partivano alla scoperta di altre zone 'adatte' alla ricerca, dal Nord al Sud dell'Italia. Ma il tartufo non e' l'unico motivo per spingersi alla scoperta di questa zona delle
Marche. Il paese in se' merita sicuramente una visita con la sua Abbazia romanica - San Vincenzo - la fortezza sul Candigliano e la Gola del Furlo, gola rupestre dell'Appennino Umbro-Marchigiano,
caratterizzata dai colori dei calcari, bianchi e rosa. E Acqualagna e' infatti nota anche per la lavorazione della pietra. Da qui poi si puo' partire alla volta di Urbino e inoltrare nel territorio della Comunita' Montana del Catria e del Nerone. E a questo punto perche'
non avventurarsi nel Montefeltro? Piccoli borghi poco noti, castelli, magnifiche residenze, una natura splendida e, non ultimo, i tanti sapori che caratterizzano questa terra antica, che ha dato i
natali a Raffaelo, Barocci e Bramante. Ci s'imbattera' nel tartufo, con le tante manifestazioni ad esso dedicate, ma ci si potra' anche
incamminare sui sentieri del Parco Sasso Simone e Simoncello.
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